Diego Forconi

Cosa mi rende sospeso

  Cosa mi rende sospeso
vicino e lontano a questa rana
che ha polmoni destinati a scomparire
per metastasi di catrame?
Forse è la nebbia alle labbra del colle
che rende gli uomini nudi e bucati
il serpente di pub e ristoranti
il dito del porto che rilascia penne
e traccia parole sul foglio del mare
questo posto antichissimo salato di vento
i laghi di porfido in cui tutti s’immergono
sperando che i cerchi convergano
e gli alberi orlati di neve
a cui ogni giorno è una morte rinnovata
che fanno di me l’estraneo
di questa terra, l’unico vero indigeno.



Non mi rimane che essere vento

 

   Non sono di questi luoghi
come la bora
del garbino ho i capricci.
A volte sono
la brezza pomeridiana di sud-est
fosco il mattino
spiro da nord-ovest
e non temo di abbassarmi
e lavare di sale
la faccia delle nuvole
con le barche che mi passano accanto
misero boccone.